La “fame fisica” e la “fame emotiva”

Avete mai pensato a quante volte durante il giorno pensiamo al cibo?

Non mangiamo solo per sopravvivere, come molti altri esseri viventi.

Il cibo per noi è condivisione, unione, ricorrenza, nostalgia, ricordi, noia, tristezza.

La nostra fame è legata a quanto siamo impegnati durante il giorno, a quanto abbiamo bisogno di coccolarci dopo una lunga giornata di lavoro, al ricordo di un dolce dell’infanzia, a una cena conviviale con gli amici.

L’atto del mangiare è molto più che alimentarsi. E’ nutrirsi di emozioni.

Il cibo ha una valenza simbolica profonda e questa si cela dietro alcuni tipi di fame che sopraggiungono nel corso delle nostre giornate, ovvero quelle volte in cui non è il nostro organismo che ci sta chiedendo energia e nutrienti, ma la nostra mente spinta da particolari emozioni.

La fame emotiva infatti sopraggiunge all’improvviso e ha bisogno di quel preciso alimento per essere soddisfatta, diversamente dalla fame fisica, che compare gradualmente e può essere appagata da qualsiasi tipologia di alimento.

Durante un percorso alimentare è importante imparare ad ascoltarsi e prendere consapevolezza nel saper distinguere queste diverse facce della nostra fame.

 

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